
Il nome Ormea deriva da Ulmeta, per la grande quantità di olmi un tempo presenti sul territorio. Il centro storico ha una curiosa forma di cuore. Intorno a via Roma, centro della città si snodano un labirinto di vicoli detti “trevi” in dialetto. In via Madonna degli Angeli si trova la Casa del Museo Etnografico Alta Val Tanaro che contiene ricostruzioni domestiche e scolastico di un recente passato.

Dalla piazza principale superando il monumento degli alpini si giunge a ponte dei Corni, il cui nome deriva da un’antica leggenda, accanto al ponte una statua delle scultore romeno Benone Olaru in marmo nero di Ormea, che passeggiando per il paese se ne ha l’occasione di vederne altre.
Il Castello sorto intorno al X secolo in difesa delle invasioni Saracene, fu più volte ampliato e poi venne smantellato dalle truppe Napoleoniche nel 1794.
La casa del marchese di Ormea, risalente al 1300 è sul fondo di via Roma in un vicolo, ora è proprietà privata. il Castello sorto intorno al X secolo in difesa delle invasioni Saracene , fu più volte ampliato e poi venne smantellato dalle truppe Napoleoniche nel 1794.
La casa del marchese di Ormea, risalente al 1300 è sul fondo di via Roma in un vicolo, ora è proprietà privata.
La chiesa è dedicata a San Martino vescovo di Tours, costruita originalmente in stile romanico intorno al 1300, eretta inizialmente dai monaci benedettini, la facciata è di origine ottocentesca ed è abbellita da due dipinti del pittore ormeasco Eugenio Arduino.
Sotto il campanile c’è l’antica porta d’accesso alla città.

Prodotti tipici & piatti caratteristici
La patata d’Ormea diffusa intorno al 1700 è stato un alimento fondamentale è ancora oggi coltivato e commercializzato ed è un prodotto unico per sapore e consistenza. La patata di Ormea è uno degli ingredienti fondamentali del piatto più tipico la Polenta Saracena, impastata con farina bianca e farina di grano saraceno, condita con un sugo di panna, porri e funghi.

Le lasagne all’ormeasca impastate con farina bianca e di grano saraceno, sono una sorta di maltagliati conditi con il formaggio Raschera.
Il Cin è un piatto veramente unico, può contenere ogni tipo di erbetta spontanea oltre naturalmente a quelle coltivate, è ottenuto cuocendo tutte le erbe con le patate poi viene condito con uova e sugo di panna e porri per essere utilizzato da solo.
I Tultei sono i tipici ravioli cotti sulla stufa o fritti in padella con il ripieno del Cin.
Le Fozze sono il pane dei poveri, ottenuto impastando farina, acqua, crema di latte e bicarbonato. Tagliato in piccoli quadri poi cotti sulla stufa, si consuma insieme al lardo o al “bruzzu” formaggio cremoso fermentato.